+39 039 2311099

I fondi interprofessionali

Fondi interprofessionali Italiaindustria

Fondi Paritetici Interprofessionali nazionali sono organizzazioni atte a creare dinamiche associative tra le entità di reppresentanza dei datori di lavoro e quelle dei lavoratori, il cui scopo è di promuovere e diffondere la formazione aziendale finanziata e continua dei lavoratori stessi.

L’adesione ai Fondi interporfessionali permette alle imprese di destinare una quota fissa pari allo 0,30% dei contributi versati all’INPS (anche detto “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”) alla formazione e quindi alla crescita professionale dei propri dipendenti. I datori di lavoro avranno quindi la possibilità, tramite l’INPS, di trasferire tale contributo ad uno dei Fondi Paritetici Interprofessionali. L’INPS provvederà dunque a finanziare le attività di formazione rivolte ai lavoratori delle imprese che hanno aderito in modo spontaneo.
Avviene spesso che, una parte di quanto accantonato tramite i fondi interprofessionali (parte denominata solitamente Conto Azienda e/o Conto Formazione) viene messa a disposizione delle peculiari esigenze dell’azienda medesima, mentre un’altra parte (denominata solitamente Conto Sistema) viene messa a bando così da fornire la possibilità ad ogni Fondo interprofessionale di finanziare (in tutto o in parte) i vari piani formativi aziendali, ora settoriali ora territoriali, comunicati dalle imprese sia in forma singola sia in forma associata. Queste proposte vengono raccolte, valutate e eventualmente finanziate basandosi su criteri di giudizio e modalità operative specifici di ogni Fondo interprofessionale e inseriti nella relativa programmazione annuale dei fondi interprofesisonali.

Per aderire ad un Fondo Paritetico Interprofessionale, l’azienda non è tenuta a sostenere alcun onere aggiuntivo poiché il versamento della quota dello 0,30 % avviene comunque in quanto di fatto obbligatorio; destinare tale quota dei contributi ad un Fondo Paritetico Interprofessionale costituisce per l’azienda una garanzia del fatto che lo “0,30%” versato ritornerà in un certo qual modo nelle casse aziendali, convertito in azioni formative utili a qualificare/riqualificare i propri dipendenti e ad aumentare quindi il know-how interno, vero patrimonio di ogni azienda di ogni settore e dimensione.

Il Decreto Legislativo n.150/2015 riconosce l’importanza e il valore di tali organismi, inserendoli all’interno della Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro.

 

Quali sono i fondi ?

Dal 2016 per i datori di lavoro che non aderiscono ad alcun fondo, le entrate del contributo integrativo sono versate per il 50% al fondo di rotazione per la formazione professionale e per il restante 50% al fondo sociale per l'occupazione e la formazione.

I Fondi Paritetici Interprofessionali fino ad oggi costituiti e autorizzati sono:

  • Fondartigianato – Fondo per la formazione continua nelle imprese artigiane
  • Fon.Coop – Fondo per la formazione continua nelle imprese cooperative
  • Fondimpresa – Fondo per la formazione continua
  • Fondo Dirigenti PMI – Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti delle piccole e medie imprese industriali
  • FAPI - Fondo per la formazione continua per le piccole e medie imprese
  • FONDIR. – Fondo per la formazione continua dei dirigenti del terziario
  • FOR.TE. – Fondo per la formazione continua del terziario
  • Fondirigenti – Fondirigenti Giuseppe Taliercio (Fondazione per la formazione alla dirigenza nelle imprese industriali)
  • FON.TER – Fondo per la formazione continua dei lavoratori dipendenti nelle imprese del settore terziario: comparti turismo e distribuzione servizi
  • Fondoprofessioni – Fondo per la formazione continua negli Studi Professionali
  • Fond. E.R. - Fondo per la formazione continua degli Enti Religiosi
  • Fon.Ar.Com.- Fondo per la formazione continua nei comparti del terziario, dell'artigianato e delle piccole e medie imprese;
  • For.Agri - Fondo di settore per la formazione professionale continua in agricoltura
  • Fondo Banche Assicurazioni - Fondo per la formazione continua nei settori del credito e delle assicurazioni
  • Formazienda - Fondo per la formazione continua nel comparto del commercio, del turismo, dei servizi, delle professioni e delle piccole e medie imprese
  • Fonditalia - Fondo per la formazione continua nei settori economici dell'industria e piccole e medie imprese;
  • Fondo Formazione Servizi pubblici industriali - Fondo per i servizi pubblici
  • FondoLavoro – Fondo per la formazione continua delle Micro, Piccole, Medie e Grandi Imprese
  • Fondo Conoscenza - Fondo per la formazione continua dei dirigenti dei quadri, dei ricercatori e dei dipendenti delle imprese del comparto commercio/turismo/servizi della piccola e media impresa.

 

Come aderire

L’ adesione ai Fondi Paritetici Interprofessionali è del tutto volontaria, come stabilisce la Circolare Inps 2 aprile 2003 n. 71, modificata dalla Circolare Inps del 1 ottobre 2009 n. 107. Infatti, il pagamento dello 0,30% è obbligatorio, destinandolo ad un Fondo, l’azienda avrà la garanzia che lo 0,30% versato le “ritornerà” in azioni formative volte a qualificare, in sintonia con le proprie strategie aziendali, i lavoratori occupati.

Da gennaio 2010 il datore di lavoro che decide di aderire a un Fondo Interprofessionale non deve più utilizzare la denuncia DM10, ma il flusso UNIEMENS che l’ha sostituita.

L’adesione è revocabile: ha validità annuale e si intende prorogata salvo disdetta. La nuova Circolare Inps 24 maggio 2005 n. 67 fissa al 31 ottobre di ogni anno il termine per esprimere le adesioni o le disdette ai Fondi, i cui effetti finanziari e contributivi si produrranno dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Ogni impresa può aderire solamente a un Fondo, anche di settore diverso da quello di appartenenza.

La novità principale disposta dalla norma riguarda la mobilità tra Fondi, ossia la possibilità per l’azienda di trasferire al nuovo Fondo il 70% del totale delle somme confluite nel triennio antecedente a quello in precedenza scelto.

L’esercizio della flessibilità è comunque soggetto ad alcune limitazioni:

  • il trasferimento delle risorse non può riguardare le aziende che, in ciascuno dei tre anni precedenti, rispondono alla definizione comunitaria di micro e piccole imprese di cui alla Raccomandazione dell’Unione Europea 6 maggio 2003 n. 361
  • l’importo da trasferire deve essere almeno pari a 3.000 euro
  • le quote oggetto di trasferimento non possono essere riferite a periodi antecedenti al 1 gennaio 2009.

La mobilità tra Fondi è, inoltre, subordinata al rispetto delle eventuali condizioni previste da regolamenti interni dei singoli Fondi ma, in ogni caso, rimane garantita la possibilità di modificare la scelta precedentemente effettuata a prescindere dai limiti fissati per l’operatività del trasferimento.

Per i datori di lavoro che non aderiscono ai Fondi Paritetici Interprofessionali resta fermo l'obbligo di versare all'Inps il contributo integrativo secondo le modalità indicate dall’Istituto.

Lavoriamo con